18 maggio 2018

Classificazione delle posizioni

Le posture dello Yoga, dette asana, possono essere suddivise seguendo diversi criteri. Le classificazioni più diffuse sono quella in base alla loro esecuzione (in piedi, seduti, in ginocchio, sdraiati...) e quella in base al movimento compiuto dalla colonna vertebrale (flessione, estensione, torsione e così via). Io preferisco la classificazione con riferimento al loro effetto, secondo M.M. Gore. Si tratta di un raggruppamento in tre categorie: posture educative, posture rilassanti, posture meditative.
Le prime hanno lo scopo di portare gradualmente una condizione di equilibrio nei vari apparati del corpo, in vista di un loro funzionamento armonico; fanno parte di questa categoria la maggioranza delle posture statiche e dinamiche che si praticano normalmente durante una lezione di Yoga.
Le seconde favoriscono il rilassamento fisico e mentale, come ad esempio la posizione di riposo supina (Shavasana).
Le terze offrono una base stabile e comoda per la pratica delle tecniche di controllo del respiro e per la meditazione; a questo gruppo appartiene per esempio la posizione facile (Sukhasana).
Le posture educative e le posture rilassanti, agendo sul sistema nervoso, inducono uno stato generalizzato di benessere e predispongono alla tranquillità mentale necessaria per affrontare senza sforzo le posture meditative.

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