30 luglio 2017

Mandala per grandi e piccini

Nella cultura orientale i mandala sono una rappresentazione del cosmo, un simbolo dell'armonia dell'universo e anche del nostro mondo interiore.
Generalmente i mandala si realizzano partendo dal centro e procedendo verso l'esterno; la loro caratteristica principale è la ripetizione di elementi e forme simmetriche.
Il mandala è un ottimo strumento per sollecitare la concentrazione, la creatività e la libera espressione di sé; è anche un'attività estremamente piacevole, che unisce divertimento e relax.
Ecco allora la mia proposta: poiché i bambini amano collezionare elementi della natura (e il periodo delle vacanze, con la possibilità di t irascorrere molto tempo all'aria aperta, è un momento favorevole per questa attività) accoglieranno sicuramente con grande entusiasmo l'idea di raccogliere materiali naturali come conchiglie, petali di fiori, ramoscelli, foglie, sassolini, semi, pigne, sabbia. Dopo aver suddiviso i diversi materiali per tipologia, tracciamo per terra un grande cerchio e cominciamo a riempire lo spazio partendo dal centro, lasciando che sia la fantasia a guidarci.
Possiamo realizzare mandala in qualsiasi periodo dell'anno, utilizzando i doni che la natura ci offre nelle varie stagioni: il risultato sarà ogni volta unico e originale!!
Suggerimento per i piccini: provate a creare un mandala insieme ai vostri amici oppure coinvolgete genitori, zii e nonni; sarà un gioco divertente e rimarrete soddisfatti della vostra "opera d'arte collettiva".
Suggerimento per i grandi: dedicarsi a questa attività con i bambini non solo dà l'opportunità di trascorrere del tempo prezioso insieme, ma è anche un'occasione per "coltivare" la propria creatività (momento sempre più raro in età adulta...) e per rilassarsi in modo nuovo.

Autore: Ana Castilho

24 luglio 2017

Yoga e dintorni: il massaggio per bebè

Oggi desidero parlarvi di una proposta dedicata al benessere dei bebè: si tratta del corso di MASSAGGIO INFANTILE pensato per tutte le mamme e i papà che hanno voglia di conoscere una pratica privilegiata per comunicare in modo profondo con il proprio bambino/bambina.
Grazie al massaggio possiamo sostenere, proteggere e stimolare la crescita dei bimbi: in particolare il massaggio promuove la salute globale dei bambini, ne favorisce il rilassamento migliorando il ritmo sonno-veglia e portando sollievo ai disturbi tipici dei primi mesi di vita, aiuta a consolidare lo schema corporeo e rafforza la relazione genitore-bimbo. Anche in ambito medico e scientifico è stato confermato l'effetto positivo del massaggio infantile sullo sviluppo e sulla maturazione dei bambini a livello fisico, psicologico ed emotivo.
Il percorso che vi propongo si articola in 4 incontri a cadenza settimanale e si svolge in un ambiente molto curato e accogliente, a misura di bebè. Il programma è di facile apprendimento, è flessibile ed è adattabile alle esigenze del bambino.
Oltre ad imparare sequenze di massaggio e piccoli movimenti yoga da sperimentare nel quotidiano, i genitori hanno la possibilità di rilassarsi, confrontarsi su numerose tematiche e trovare sostegno reciproco.
Per il bambino è un'esperienza di contatto affettivo positiva e rassicurante, per i neogenitori rappresenta una modalità piacevole di stare col proprio bimbo, accompagnando la sua crescita con un tocco di dolcezza.


I miei corsi di Baby Massaggio si svolgono presso la bellissima sala dell'associazione sportiva e culturale Viasacchiundici a Verona. Su richiesta è possibile attivarli anche all'interno di altre strutture idonee come asili nido, ludoteche, studi psico-pedagogici e centri yoga.

10 luglio 2017

La posizione facile

Una delle posture di base dello Yoga è la posizione seduta a terra con le gambe incrociate, la schiena diritta e le mani appoggiate sulle ginocchia: è nota come "posizione semplice" (o Sukhasana) ma, nonostante il nome, per molti può risultare di non così facile esecuzione e spesso possono insorgere fastidi o tensioni.
I testi di riferimento dello Yoga indicano che ogni postura deve essere stabile e confortevole, eseguita con uno sforzo minimo e nel rispetto delle potenzialità, dei limiti e delle necessità individuali. Ciò implica un coinvolgimento anche a livello mentale, poiché raggiungere e padroneggiare una postura in modo stabile e agevole è possibile soltanto mediante il rilassamento dello sforzo.

La prima difficoltà che si incontra quando si affronta la "posizione facile" è mantenere contemporaneamente le gambe rilassate, la schiena diritta e le spalle morbide. Una corretta esecuzione prevede che l'incrocio delle gambe sia sulla stessa linea dell'osso sacro, dell'ombelico, dello sterno e del mento. Suggerisco allora di provare alcune modifiche per praticare e sostenere al meglio questa posizione.
E' sempre possibile adattare una postura introducendo delle varianti semplificate: si tratta di piccoli e graduali aggiustamenti per renderla più comoda e confortevole. In questo caso sono utili soprattutto a bilanciare uniformemente il peso sugli ischi, allungare la schiena, rilassare le spalle e allinearle con le anche, allineare la testa con la spina dorsale.
Se la schiena inizia a dare fastidio, possiamo appoggiarla alla parete e questo aiuterà a mantenerla dritta senza sforzo.
Per supportare e sollevare leggermente il bacino possiamo utilizzare un cuscino o una coperta arrotolata su cui sederci. Questa piccola modifica diminuirà la tensione nelle ginocchia, nelle anche e nella schiena; faciliterà l'allungamento della colonna vertebrale e l'apertura del petto; permetterà di mantenere la posizione più a lungo e con più agio.
Provare per credere!!

5 luglio 2017

Respiriamo con lo yoga

Nello Yoga è fondamentale la qualità dell'atto respiratorio.
Il respiro consapevole, lungo e profondo, è di grande beneficio per il benessere del corpo e della mente: in particolare migliora l'ossigenazione del sangue (con grande vantaggio per tutti gli organi e gli apparati), rilassa il sistema nervoso e calma la mente.
Dal punto di vista fisiologico, un ciclo respiratorio completo si compone di tre fasi: addominale o inferiore, toracica o centrale, clavicolare o superiore. Durante l'inspirazione il diaframma (il muscolo principale del respiro, situato tra la cavità toracica e quella addominale) si contrae e scende verso il basso per permettere ai polmoni di riempirsi d'aria; si genera così un movimento verso l'alto della zona attorno all'ombelico, perché il diaframma scendendo spinge gli organi interni. L'inspirazione prosegue con l'espansione della cassa toracica e si conclude nella zona clavicolare.
Durante l'espirazione il percorso dell'aria avviene al contrario: all'inizio è coinvolta la parte superiore del corpo, poi l'espirazione continua con l'abbassamento della gabbia toracica e lo svuotamento dei polmoni e si conclude quando il diaframma torna nella posizione d'origine.

Attraverso un esercizio semplice e alla portata di tutti possiamo allenare gradualmente la nostra consapevolezza per prendere maggiore coscienza delle caratteristiche della respirazione e migliorarla: possiamo trarre grande beneficio dedicando alcuni minuti al giorno all'ascolto consapevole del nostro respiro e delle sue fasi, appoggiando le mani sull'addome, successivamente sulle costole e infine sulla zona appena sotto le clavicole.
Le posture più confortevoli e adatte per la pratica di questo esercizio sono due: sdraiati in posizione supina con la colonna vertebrale aderente al pavimento (ed eventualmente con le gambe flesse e i piedi appoggiati a terra) oppure nella posizione semplice, cioè seduti con le gambe incrociate e mantenendo diritta la schiena.


Autore: freepik.com/katemangostar 

2 luglio 2017

Yoga ABC

La disciplina Yoga è un bene prezioso a disposizione di tutti; le sue origini sono da ricercare in Oriente, nella cultura indiana, e risalgono al III-II millennio A.C. La sua diffusione in tutto il mondo ha portato l'Unesco a dichiararla "patrimonio dell'umanità".
Il termine Yoga deriva dalla radice sanscrita Yuj e significa "unire, mettere insieme".
La pratica regolare dello Yoga favorisce il benessere psicofisico e coinvolge l'individuo nella sua interezza, rispettandone l'unicità, le capacità e i bisogni. Ci si può avvicinare allo Yoga a qualsiasi età, poiché ognuno di noi ha caratteristiche proprie e sulla base di queste si dispone alla pratica in modo del tutto personale.
Lo Yoga richiede ascolto, gradualità, consapevolezza, armonia tra respiro e movimento, concentrazione e presenza mentale. E' questo quello che cerco di trasmettere nelle mie lezioni.
Una sequenza di Yoga prevede in genere tre momenti: nella fase iniziale viene dato spazio a posture (asana) e movimenti che riscaldano i muscoli e sciolgono le articolazioni; la fase centrale della lezione comprende posizioni di maggiore intensità e difficoltà, sia statiche sia dinamiche; la fase finale è prevalentemente dedicata al rilassamento profondo, a tecniche di respirazione (pranayama) e di concentrazione (dharana) o alla meditazione (dhyana).

1 luglio 2017

Vi presento il mio blog

Questo blog nasce dall'entusiasmo per la pratica, lo studio e l'insegnamento dello Yoga. Pratico yoga da 20 anni e sono socia ordinaria di YANI, Associazione Nazionale Insegnanti Yoga.
Lavoro come pedagogista e insegnante di Yoga. La mia attività è rivolta a bambini, adulti, donne in gravidanza e famiglie. Mi occupo anche di formazione organizzando seminari e laboratori per educatori, docenti, psicologi, insegnanti di Yoga, psicomotricisti, genitori. 
Collaboro con scuole pubbliche e private, associazioni culturali, studi di psicologia,  case maternità, centri yoga, ludoteche, circoli sportivi ed enti pubblici.


Seguitemi per rimanere aggiornati sulle attività, i corsi, le iniziative, le proposte che pubblicherò e per conoscere meglio questa antica disciplina che ha molto da offrire a chiunque voglia avvicinarvisi.
Nel blog ci sarà spazio anche per riflessioni e approfondimenti su aspetti specifici legati al mondo dello Yoga e, naturalmente, per i vostri contributi e suggerimenti.
Potete contattarmi scrivendo una e-mail a: laboratorioyoga@gmail.com
Serena Perusi

 
Attività professionale disciplinata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4.